LAURA MUZZARELLI: SINCERITÀ E ENERGIA (COME IN UN BUON PIATTO DI PASTA)

Elsa Morante diceva che la più bella frase d’amore è “Hai mangiato?”. Virginia Woolf sosteneva che non si può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non si è mangiato bene. Il cibo è cura, passione, partecipazione. L’amore si misura in quantità di cibo che si offre e si riceve. Quando si è innamorati si perde l’appetito ed è la delusione d’amore che ti spinge a finire un intero barattolo di Nutella o ad attaccare una teglia di lasagne.

Se il cibo è metafora d’amore Laura Muzzarelli ne è l’interprete più sincera, perché lei e la sua famiglia si occupano di cibo con amore dal 1949.

Ogni giorno, insieme alla sorella Cristina, Laura guida il Pastificio Bolognese, l’attività di famiglia fondata dai nonni Alda e Giuseppe, arrivati a Torino da Modena per unire la tradizione emiliana e quella piemontese della pasta.

Allo storico indirizzo di via San Secondo 69, le chiacchiere delle madame clienti si mescolano al rumore delle macchine che impastano, riempiono e trafilano.

Laura e le sue sorelle (Elena, la terza sorella fa la fotografa e si occupa dell’immagine del Pastificio) sono la spina dorsale di questa bella azienda familiare anche se il vero frontman, seduto nel suo ufficio con vista “produzione e vendita”, è Achille, l’amato papà Muzzarelli che tutti conoscono e che scambia due parole con tutti, ma soprattutto con i tifosi del Toro, a cui ha dedicato persino un formato di pasta: le tegoline granata.

Chi fa il proprio lavoro con amore e dedizione, come fa Laura fin da quando è uscita dalla Scuola di Amministrazione Aziendale, spesso alla fine finisce con l’identificarsi nel suo prodotto e lei, come la pasta che esce dal Bolognese, è buona e genuina, dove “genuina” è sinonimo di “sincera”.

In un mondo in cui tutto è ”sfizioso” e “invitante” ma allo stesso tempo complicato e macchinoso, la sincerità  con cui Laura vive l’amicizia, gli affetti e anche gli ostacoli della vita è una boccata d’aria fresca.

Le sue non sono mai solo amicizia formali, come spesso capita alle nostre latitudini, ma rapporti veri, amici a cui dare e da cui ricevere attenzione e cura. E forse in questo suo rapporto schietto con gli altri c’entra un po’ la sua ascendenza emiliana.

Ama Torino profondamente e la conosce attraverso i ristoranti che serve (quasi tutti quelli che vi vengono in mente sono suoi affezionati clienti), ammette con candore che a Milano si perde, ma vorrebbe che un po’ dell’energia che lì abbonda si trasferisse qui. 

“Energia” è un’altra parola che nella nostra conversazione viene fuori spesso: le piace creare energia e anche sinergie tra le persone, che sia per organizzare un banchetto in negozio a favore di un’associazione benefica o per creare le condizioni e gli spunti per un fidanzamento tra amici single (che poi si arrangeranno, beninteso…).

Insomma, Laura è una donna del fare e del dare: in un caso e nell’altro non si risparmia e mette tutta sé stessa con generosità anche se dopo 35 anni di lavoro che, ammette, le ha lasciato ben poco tempo per fare tante altre cose, adesso apprezza i tempi più lenti e le amicizie che si consolidano, magari davanti a un aperitivo. 

Che ordina mentre con il sorriso negli occhi mi dedica tutta la sua attenzione, da amica sincera.

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